Ricadute pesanti sul reddito delle famiglie: 70 – 80 euro in più per il latte, 336 euro in più per il gasolio.
Le istituzioni navigano a vista e le famiglie subiscono ricadute negative.
Nel caso del latte, nessuna autorità ha immaginato che sovrapproduzione e stoccaggio del prodotto nella Comunità Europea potessero piano piano venir meno, di pari passo con la crescita dei consumi a livello internazionale (soprattutto dall'India e dalla Cina).
Sbagliando nelle previsioni, sono state mantenute quote vincolate nei singoli stati CEE.
“Si tratta di una vera lungimiranza, – sostiene Rosario Trefiletti - che ha comportato l’annullamento delle scorte e l’aumento del costo di tale prodotto del 20%, con un aggravio per le famiglie italiane, per chi consuma mediamente 1 litro di latte al giorno, di 70 – 80 € in più all’anno.”
Per il gasolio, invece, in maniera “innocente”, i petrolieri ora affermano che non c’è da stupirsi per gli aumenti, perché il consumo è passato, rispetto a 10 anni fa, dal 15% al 50%.
Abbiamo assistito anche qui ad una cecità assoluta o una colpevole scelta di non investire per adeguare gli impianti di raffinazione alla crescente domanda di mercato, determinandone così uno squilibrio progressivo.
Solo per il gasolio, infatti, nel giro dell’ultimo, anno si registra un aumento di 28 centesimi al litro, con un esborso annuo di 336 € in più.
martedì 18 marzo 2008
martedì 19 febbraio 2008
PER LA CASA LE FAMIGLIE ITALIANE SPENDONO IL 26% DEL PROPRIO REDDITO

La casa assorbe ben il 26% del reddito mensile delle famiglie italiane. E' questo il dato che emerge dai dati Istat rielaborati da Federconsumatori nazionale, basati su costi per mutuom per affitto e per mantenimento.
Per le famiglie a minor reddito in realtà si arriva al 37% del reddito familiare.
Inoltre, sempre valutando i dati Istat, Federconsumatori stila una classifica negativa: chi soffre di più è l'inquilino in affitto, segue chi paga il mutuo, i più fortunati sono invece i proprietari.
420 euro al mese
spesa delle famiglie proprietarie (14 milioni e 500 mila) per ilmantenimento della casa
1.038 euro al mese
spesa delle famiglie che pagano un mutuo (3 milioni e mezzo)
1.470 euro al mese
spesa delle famiglie in affitto (5 milioni)
Considerando una spesa media mensile per famiglia di circa 2.500 euro, la spesa media della casa (720 euro) corrisponde dunque al 26%
Ma nel caso di famiglie più povere (con reddito di circa 1.900 euro), il costo della casa ammonta al 37%.
Il calcolo delle spese è basato su un appartamento di 85 mq in ona semi centrale di una grande città; per costi di mantenimento si intendono le varie bollette (gas, acqua, luce, ici e manutenzione ordinaria e straordinaria.
lunedì 14 gennaio 2008
BENZINA: NON VORREMMO ESSERE ALLE SOLITE, MA CON PETROLIO ED EURO A QUESTI LIVELLI VI SONO SPECULAZIONI DI ALMENO 2 CENTESINI AL LITRO.

Non vorremmo essere alle solite, ma effettivamente, di fronte a un calo del prezzo del petrolio a 93 dollari al barile e con un assestamento dell’euro sul dollaro a oltre 1,49, il prezzo dei carburanti sarebbe dovuto scendere di almeno 2 centesimi al litro, sia per la benzina che, soprattutto, per il gasolio.
Ciò non sta avvenendo, sottolineando così, ancora una volta, il metodo speculativo della doppia velocità.
Con queste mancate riduzioni c’è chi incamera mensilmente 28 milioni di euro per la benzina e 50 milioni di euro per il gasolio, con una perdita per il singolo automobilista di 2 euro al mese per i pieni di benzina, pari a 24 euro annui.
Perciò insistiamo, come associazione dei consumatori maggiori verifiche e controlli e maggiori sanzioni.
FEDERCONSUMATORI COMO
venerdì 4 gennaio 2008
LE CRITICHE DI FEDERCONSUMATORI E ADUSBEF AI DATI DELL'ISTAT SULL'INFLAZIONE
ISTAT: I dati di quest'anno ci ricordano tanto i dati, poco veritieri, del 2002
Adusbef e Federconsumatori, dopo i clamorosi errori nella definizione del tasso di inflazione nel 2002 (affermanti un calo rispetto all’anno precedente del tasso di inflazione da 2.7 a 2.5, mentre tutte le famiglie italiane soffrivano un pressoché raddoppio dei prezzi in concomitanza con l'introduzione dell'euro, a causa manovre speculative e in assenza di verifiche e controlli.
Non vorremmo si ripetesse la stessa cosa, cioè che, in presenza di massicci aumenti, in primis per i beni di largo consumo e per i prodotti energetici, l’inflazione scendesse dal 2,1 del 2006 all’1.8, come recita il comunicato dell’Istat.
Siamo di fronte ad una questione molto grave, troppo rilevante ed importante è infatti il tasso d’inflazione formale, che fa riferimento a parametri economici fondamentali come i tassi bancari, gli affitti, i rinnovi contrattuali e la rivalutazione delle pensioni.
Noi riteniamo che il tasso di inflazione nel 2007 sia decisamente più elevato, ben oltre la soglia del 3% (3,4 – 3,5 % su base annua), pari a maggiori spese per 994 euro per le famiglie (senza contare l’aumento dei mutui a tasso variabile che ha già inciso rovinosamente sui bilanci familiari).
Si tratta perciò di riorganizzare finalmente l’Istat, per migliorarne ruoli e funzioni, intervenendo su tre questioni fondamentali:
· voci del paniere e relative scadenze, più aderenti alla reale spesa delle famiglie;
· pesi quantitativi delle voci del paniere, sempre per una migliore aderenza alla realtà familiare;
· assoluta accuratezza delle rilevazioni dei prezzi a livello territoriale, notevole risulta infatti la discrepanza tra le nostre rilevazioni e quelle ufficiali.
Adusbef e Federconsumatori, dopo i clamorosi errori nella definizione del tasso di inflazione nel 2002 (affermanti un calo rispetto all’anno precedente del tasso di inflazione da 2.7 a 2.5, mentre tutte le famiglie italiane soffrivano un pressoché raddoppio dei prezzi in concomitanza con l'introduzione dell'euro, a causa manovre speculative e in assenza di verifiche e controlli.
Non vorremmo si ripetesse la stessa cosa, cioè che, in presenza di massicci aumenti, in primis per i beni di largo consumo e per i prodotti energetici, l’inflazione scendesse dal 2,1 del 2006 all’1.8, come recita il comunicato dell’Istat.
Siamo di fronte ad una questione molto grave, troppo rilevante ed importante è infatti il tasso d’inflazione formale, che fa riferimento a parametri economici fondamentali come i tassi bancari, gli affitti, i rinnovi contrattuali e la rivalutazione delle pensioni.
Noi riteniamo che il tasso di inflazione nel 2007 sia decisamente più elevato, ben oltre la soglia del 3% (3,4 – 3,5 % su base annua), pari a maggiori spese per 994 euro per le famiglie (senza contare l’aumento dei mutui a tasso variabile che ha già inciso rovinosamente sui bilanci familiari).
Si tratta perciò di riorganizzare finalmente l’Istat, per migliorarne ruoli e funzioni, intervenendo su tre questioni fondamentali:
· voci del paniere e relative scadenze, più aderenti alla reale spesa delle famiglie;
· pesi quantitativi delle voci del paniere, sempre per una migliore aderenza alla realtà familiare;
· assoluta accuratezza delle rilevazioni dei prezzi a livello territoriale, notevole risulta infatti la discrepanza tra le nostre rilevazioni e quelle ufficiali.
PETROLIO A 100 EURO AL BARILE. LE PREVISIONI DI ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI PER IL 2008
COSTI ENERGIA. RICADUTE DIRETTE E INDIRETTE PER LE FAMIGLIE. E’ URGENTE INTERVENIRE IN MOLTEPLICI DIREZIONI.
Le previsioni del 2008 per quanto riguardano le ricadute dirette ed indirette del costo dell’energia sono estremamente preoccupanti per i responsabili istituzionali, ma soprattutto per le famiglie italiane.
Per costi diretti le famiglie si troveranno a dover affrontare costi più elevati per servizi e beni fondamentali che li riguardano:
- carburanti: + 140 euro
- riscaldamento domestico: + 150 euro annui
- gas: + 80 euro
- luce: + 40 euro
Con un totale pari a 410 euro annui (stima inflattiva di circa 1,3% sulla spesa familiare annuale).
Per costi indiretti:
- trasporto + 90 euro
- aumento del costo della Virgin Naphta, la materia prima ricavata dal petrolio che le industrie utilizzano per la trasformazione chimica e per l’ottenimento di plastiche, vernici, detersivi etc.: + 180 euro
- costi energetici per le trasformazioni industriali con esclusione di quelle alimentari: + 160 euro
Con un totale pari a 430 euro annui (stima inflattiva di circa 1,4% sulla spesa familiare annuale).
Il Paese ha dunque bisogno di un serio ed accelerato piano energetico con misure urgenti di sostegno verso quattro filoni fondamentali:
1 - politiche di risparmio sia delle famiglie che delle imprese
2 - forte impegno sulle energie alternative quali il fotovoltaico per giungere ad una potenza installata pari a quella della Germania
3 - costruzione immediata di rigasificatori che nel diversificare le fonti di approvvigionamento energetico sono di per sé strumenti di calmieramento necessario del prezzo del petrolio
4 - razionalizzazione della rete di distribuzione di carburanti con l’apertura alla grande distribuzione (risparmi attesi pari a 144 Euro anno)
Inoltre si rende obbligatoria una revisione della materia fiscale (accisa sui carburanti), che deve variare negativamente quando aumenta il prezzo del petrolio per compensare il contestuale aumento dell’IVA, evitando in tal modo speculazioni da parte dell’erario.
Le previsioni del 2008 per quanto riguardano le ricadute dirette ed indirette del costo dell’energia sono estremamente preoccupanti per i responsabili istituzionali, ma soprattutto per le famiglie italiane.
Per costi diretti le famiglie si troveranno a dover affrontare costi più elevati per servizi e beni fondamentali che li riguardano:
- carburanti: + 140 euro
- riscaldamento domestico: + 150 euro annui
- gas: + 80 euro
- luce: + 40 euro
Con un totale pari a 410 euro annui (stima inflattiva di circa 1,3% sulla spesa familiare annuale).
Per costi indiretti:
- trasporto + 90 euro
- aumento del costo della Virgin Naphta, la materia prima ricavata dal petrolio che le industrie utilizzano per la trasformazione chimica e per l’ottenimento di plastiche, vernici, detersivi etc.: + 180 euro
- costi energetici per le trasformazioni industriali con esclusione di quelle alimentari: + 160 euro
Con un totale pari a 430 euro annui (stima inflattiva di circa 1,4% sulla spesa familiare annuale).
Il Paese ha dunque bisogno di un serio ed accelerato piano energetico con misure urgenti di sostegno verso quattro filoni fondamentali:
1 - politiche di risparmio sia delle famiglie che delle imprese
2 - forte impegno sulle energie alternative quali il fotovoltaico per giungere ad una potenza installata pari a quella della Germania
3 - costruzione immediata di rigasificatori che nel diversificare le fonti di approvvigionamento energetico sono di per sé strumenti di calmieramento necessario del prezzo del petrolio
4 - razionalizzazione della rete di distribuzione di carburanti con l’apertura alla grande distribuzione (risparmi attesi pari a 144 Euro anno)
Inoltre si rende obbligatoria una revisione della materia fiscale (accisa sui carburanti), che deve variare negativamente quando aumenta il prezzo del petrolio per compensare il contestuale aumento dell’IVA, evitando in tal modo speculazioni da parte dell’erario.
sabato 29 dicembre 2007
TARIFFE E PREZZI. FEDERCONSUMATORI APPREZZA IL BONUS PER LA LUCE E IL DECRETO SULLA VENDITA DIRETTA DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI
Due novità positive, che porteranno qualche sollievo al potere di acquisto delle famiglie.
1- un decreto istituisce la cosiddetta vendita diretta dei prodotti agroalimentari attraverso mercati istituiti appositamente; tale provvedimento potrà calmierare gli aumenti che potrebbero attestarsi, in mancanza di qualsiasi intervento, a circa 400 Euro annui in più per le famiglie
2 - il “bonus” per l’elettricità stabilito dal Governo, da Fedeerconsumatori sempre richiesto.
Ora si spera in un intervento degli Enti Locali sulla bolletta del gas, per le famiglie meno abbienti, considerando che si sono registrati, solo nei due bimestri considerati, aumenti di oltre 70 Euro annui.
1- un decreto istituisce la cosiddetta vendita diretta dei prodotti agroalimentari attraverso mercati istituiti appositamente; tale provvedimento potrà calmierare gli aumenti che potrebbero attestarsi, in mancanza di qualsiasi intervento, a circa 400 Euro annui in più per le famiglie
2 - il “bonus” per l’elettricità stabilito dal Governo, da Fedeerconsumatori sempre richiesto.
Ora si spera in un intervento degli Enti Locali sulla bolletta del gas, per le famiglie meno abbienti, considerando che si sono registrati, solo nei due bimestri considerati, aumenti di oltre 70 Euro annui.
giovedì 27 dicembre 2007
SALDI. I CONSIGLI DI FEDERCONSUMATORI

Parte la stagione dei saldi, con largo anticipo tanto da farci affermare nuovamente “A quando il loro superamento definitivo?”.
L’osservatorio di Federconsumatori prevede una ripresa rispetto ai disastrosi risultati degli anni passati, anche se vi sarà ancora cautela e prudenza.
Infatti molte famiglie non hanno comprato a Natale a causa del basso potere di acquisto, in Le famiglie coinvolte saranno circa il 57% del totale, pari a 13.250.000.
Ognuna di loro è previsto spenderà una cifra pari a 373 euro (143 euro procapite) per una spesa complessiva di 4 miliardi e 932 milioni di euro .
VADEMECUM PER L’ACQUISTO IN STAGIONE DI SALDI:
1. non fatevi prendere dalla frenesia dell’acquisto, girate per più negozi, confrontate i prezzi
2. servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia, possibilmente acquistate prodotti e beni di cui eravate a conoscenza del prezzo in modo da poter valutare la convenienza dell’acquisto
3. diffidate dalle vetrine interamente coperte dai manifesti e che non vi consentono di vedere la merce, ed inoltre diffidate di sconti eccessivi pari o superiori al 60%
4. le vendite devono essere realmente di fine stagione, quelle di risulta o di magazzino non possono essere mescolate con i prodotti in saldo ma vendute separatamente
5. su ogni prodotto è obbligatorio il cartellino indicante il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto in modo ben leggibile
6. non vi è l’obbligo di far provare i capi, ciò e rimesso alla discrezionalità del negoziante ma il consiglio è comunque quello di diffidare, nel caso dei capi di abbigliamento, di quelli che possono essere solo guardati e non provati
7. il pagamento può essere fatto anche con carte di credito o bancomat, è d’obbligo da parte del commerciante che sia in possesso del POS
8. conservate sempre lo scontrino quale prova di acquisto che in caso di merce fallata o merce non “conforme” obbliga il commerciante alla sostituzione o al rimborso di quanto pagato in base alle nuove normative di legge
9. per qualsiasi problema relativamente a inganni nella vendita, protestate immediatamente o denunciate ai vigili urbani o all’ufficio comunale per il commercio o in caso di timidezza rivolgetevi ad una associazione dei consumatori
martedì 18 dicembre 2007
VACANZE INVERNALI: ALCUNI CONSIGLI DI FEDERCONSUMATORI
Secondo l’indagine effettuata da Federconsumatori le vacanze invernali, rispetto al 2006, subiranno un aumento pari al 2,3%. Sci, doposci e scarponi tutto il necessario va messo in valigia, ma attenzione, è necessario non dimenticarsi nulla! Anche perché se acquistati sul posto possono costare il 50% in più.
Ad esempio dei buoni occhiali da sole acquistati prima della partenza costano circa 198 euro, mentre, nelle località sciistiche, possono arrivare fino a 300 euro. Lo stesso avviene per la crema solare, che in vacanza, la si acquista anche a 20 euro.
Cappelli, guanti e sciarpe sono gli accessori che più facilmente si rischia di dimenticare a casa e che subiscono i maggiori rincari in queste località, fino ad un aumento del 38%.

I consigli di Federconsumatori per partire sicuri e godersi la vacanza senza incorrere in inconvenienti e sorprese inattese:
1. ricordarsi di richiedere all’operatore turistico, prima di partire, una copia del contratto sottoscritto;
2. prestare particolare attenzione, nel caso in cui si sottoscriva una polizza assicurativa, alle condizioni dell’eventuale rimborso previsto;
3. tenete sempre presente che la caparra non può superare il 25% del prezzo totale del viaggio e, al momento del pagamento, si deve pretendere la regolare ricevuta;
4. ricordarsi che nei 20 giorni precedenti alla partenza il prezzo del pacchetto non può essere aumentato (e comunque mai più del 10%);
5. prima della partenza il turista deve munirsi di tutte le informazioni necessarie al soggiorno, in particolar modo dei recapiti dei rappresentanti locali dell’operatore turistico al quale si è rivolto;
6. se si viaggia in aereo e viene smarrito il bagaglio, si vada subito in aeroporto all’ufficio “Lost and found” a denunciare lo smarrimento; nel caso in cui il viaggiatore non si trovi nel luogo di residenza ha diritto ad ottenere dalla compagnia aerea una somma di denaro per poter far fronte alle prime necessità, in attesa che venga ritrovato il bagaglio;
7. sia il bagaglio da imbarcare sia quello a mano devono rispondere a criteri specifici di peso e dimensione (ogni compagnia ne fissa i limiti);
8. se giunti a destinazione si riscontrano delle difformità rispetto alle condizioni incluse nel contratto, si deve contattare immediatamente i rappresentanti dell’operatore turistico sul posto; in questo caso è necessario dimostrare (attraverso foto, testimonianze, fatture di spese sostenute ecc…) gli eventuali disagi subiti;
9. se si parte per l’estero, è consigliabile, per telefonare, acquistare prima della partenza schede telefoniche internazionali piuttosto che effettuare telefonate direttamente dal luogo;
10. una volta rientrati, nel caso in cui si siano riscontrate difformità rispetto alle condizioni contrattuali, si deve, entro dieci giorni, di presentare un reclamo, indirizzata all’organizzatore o al venditore del pacchetto, mezzo raccomandata, corredato di tutta la documentazione necessaria a dimostrare i disagi subiti;
Ad esempio dei buoni occhiali da sole acquistati prima della partenza costano circa 198 euro, mentre, nelle località sciistiche, possono arrivare fino a 300 euro. Lo stesso avviene per la crema solare, che in vacanza, la si acquista anche a 20 euro.
Cappelli, guanti e sciarpe sono gli accessori che più facilmente si rischia di dimenticare a casa e che subiscono i maggiori rincari in queste località, fino ad un aumento del 38%.

I consigli di Federconsumatori per partire sicuri e godersi la vacanza senza incorrere in inconvenienti e sorprese inattese:
1. ricordarsi di richiedere all’operatore turistico, prima di partire, una copia del contratto sottoscritto;
2. prestare particolare attenzione, nel caso in cui si sottoscriva una polizza assicurativa, alle condizioni dell’eventuale rimborso previsto;
3. tenete sempre presente che la caparra non può superare il 25% del prezzo totale del viaggio e, al momento del pagamento, si deve pretendere la regolare ricevuta;
4. ricordarsi che nei 20 giorni precedenti alla partenza il prezzo del pacchetto non può essere aumentato (e comunque mai più del 10%);
5. prima della partenza il turista deve munirsi di tutte le informazioni necessarie al soggiorno, in particolar modo dei recapiti dei rappresentanti locali dell’operatore turistico al quale si è rivolto;
6. se si viaggia in aereo e viene smarrito il bagaglio, si vada subito in aeroporto all’ufficio “Lost and found” a denunciare lo smarrimento; nel caso in cui il viaggiatore non si trovi nel luogo di residenza ha diritto ad ottenere dalla compagnia aerea una somma di denaro per poter far fronte alle prime necessità, in attesa che venga ritrovato il bagaglio;
7. sia il bagaglio da imbarcare sia quello a mano devono rispondere a criteri specifici di peso e dimensione (ogni compagnia ne fissa i limiti);
8. se giunti a destinazione si riscontrano delle difformità rispetto alle condizioni incluse nel contratto, si deve contattare immediatamente i rappresentanti dell’operatore turistico sul posto; in questo caso è necessario dimostrare (attraverso foto, testimonianze, fatture di spese sostenute ecc…) gli eventuali disagi subiti;
9. se si parte per l’estero, è consigliabile, per telefonare, acquistare prima della partenza schede telefoniche internazionali piuttosto che effettuare telefonate direttamente dal luogo;
10. una volta rientrati, nel caso in cui si siano riscontrate difformità rispetto alle condizioni contrattuali, si deve, entro dieci giorni, di presentare un reclamo, indirizzata all’organizzatore o al venditore del pacchetto, mezzo raccomandata, corredato di tutta la documentazione necessaria a dimostrare i disagi subiti;
sabato 15 dicembre 2007
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